
Perché le zanzare succhiano il sangue? Questa è una domanda che si fanno molte persone, soprattutto quelle che sono tartassate quotidianamente dalle punture di zanzare, in particolare durante la stagione estiva, la fase dell’anno in cui questi insetti sono maggiormente attivi.
La risposta a perché questi ditteri mordono l’abbiamo data nei diversi articoli di questo sito sul comportamento e le caratteristiche delle diverse specie e delle malattie che potenzialmente possono trasmettere come la malaria, la Dengue, il virus West Nile e la Chikungunya, oltre alla possibile allergia punture di zanzare.
Chi ha letto i nostri contenuti avrà sicuramente appreso che le zanzare pungono gli esseri umani, ma ce ne sono diverse che ottengono il sangue anche dai nostri animali domestici, bestiame uccelli, rettili e anfibi, in base alle loro abitudini e al tipo di vittima che riescono a trovare nell’ambiente in cui vivono.
Perché le zanzare pungono? L’anidride carbonica, l’odore e il sudore emesso dai corpi le attira e consente loro di succhiare il sangue ai malcapitati, provocando arrossamenti, gonfiore e pomfi sulla cute, prurito e dolore fino a reazioni allergiche se si è soggetti sensibili alle sostanze tossiche che iniettano nell’organismo. Gravidanza, obesità, esercizio fisico e alimentazione con zuccheri e alcool sono altri fattori che rendono le persone più appetibili alle zanzare, la respirazione è più alta, la sudorazione è maggiore così come la produzione di Co2.
Perché le zanzare succhiano il sangue?
Le zanzare quando pungono compiono il cosiddetto pasto di sangue, ovvero gli esemplari femmine estraggono dalle vittime il liquido ematico utile per il nutrimento e lo sviluppo delle uova che poi andranno a deporre all’interno o vicino a ristagni o fonti d’acqua.
Infatti, dopo essersi accoppiate con i loro partner, le femmine hanno la necessità di pungere non per nutrire se stesse, ma per ottenere il sangue utile alla crescita delle loro uova. Il morso avviene con l’apparato boccale, infilando gli aghi che consentono alla zanzara di perforare la cute e aspirare le proteine di cui hanno bisogno.
L’apparato boccale delle zanzare è composto da sei stiletti, un labbro superiore, due mandibole, due mascelle e una prefaringe, più un labbro inferiore che consente loro di muovere gli stiletti, allungandoli ed incurvandoli a seconda dell’azione che vogliono compiere.
Quando la zanzara punge avviene il risucchio del sangue con la conseguente iniezione della sua saliva che contiene un potente anticoagulante e anestetizzante, diventando la causa del prurito che avvertiamo se ne siamo vittime. Il liquido ematico non serve alle femmine adulte per nutrirsi, così come i maschi mangiano il nettare di piante e fiori.
Zanzara chi punge?

Quando la zanzara punge, questo insetto succhia una quantità di sangue pari a 0.001 – 0.01 millilitri e riesce ad individuare le loro vittime grazie ai suoi centocinquanta recettori, ovvero le proteine poste sulle antenne e sulla proboscide che riconoscono le parti del corpo con più capillari, ma anche le riserve d’acqua con più sostanze nutritive per le larve.
Il sudore, l’odore e l’anidride carbonica emessi dai corpi fanno la differenza nella scelta degli esseri umani da pungere e questi elementi sono diversi in base al sesso, agli ormoni e alla dieta che ogni individuo compie, ma avvertiti dalle zanzare nella scelta del soggetto da mordere per il pasto di sangue.
Una volta effettuata la puntura, l’infiammazione sulla cute che ne deriva è il risultato dell’attivazione di un processo di difesa dell’organismo che si attiva con il rilascio di istamina dai mastociti che causa la dilatazione dei vasi sanguigni sulla zona del corpo morsa. Tra gli esseri umani sono maggiormente vittime dei morsi di questi insetti sono quelli con gruppo sanguigno 0.
Evitare di grattarsi, posizionare del giacchio secco, lavare con detergenti neutri e applicare una pomata cortisonica sulla parte del corpo colpita dall’attacco di una zanzara sono le soluzioni per evitare infezioni secondarie ed alleviare i sintomi provocati dalla puntura di questo insetto, rivolgendosi ad un farmacista, ad un medico o al pronto soccorso in caso di problemi più gravi avvertiti in base alla risposta negativa del sistema immunitario.
Perché è importante sapere come pungono le zanzare
Sapere come pungono questi insetti è fondamentale per evitare i loro morsi, modellando le pratiche di zanzare prevenzione e studiando tecniche e strategie per catturarle ed effettuarne la disinfestazione in caso di presenza massiccia.
Ad esempio, le trappole contenenti Co2 sono pensate proprio dal fatto che le zanzare sono attirate dall’anidride carbonica emessa dai corpi, con risultati efficaci si riesce a catturare le femmine e a ridurre le infestazioni, grazie all’interruzione del loro ciclo biologico che elimina potenziali nuove generazioni di questi ditteri.
Anche le trappole che sono composte da sostanze dolci e zuccherine aiutano l’intento di eliminare maschi e femmine di zanzare, entrambi gli esemplari adulti si nutrono di succhi vegetali e sono catturate da questi dispositivi durante la ricerca di cibo.
Inoltre, studi scientifici hanno dimostrato che le zanzare riescono a digerire il sangue ottenuto dalla puntura grassa ad una proteina, la Tripsina, in esso contenuto e che se eliminata con sostanze chimiche porterebbe a ridurre la voglia ematofaga di questi insetti e quindi anche i loro morsi.
Zanzare sangue: da cosa deriva la loro voglia

Studi recenti hanno determinato che un ormone, precisamente l’NPF, che le zanzare producono in grande quantità quando pungono le loro vittime e dal quale deriva il loro appetito, attiva e disattiva la volontà di ricerca del pasto ematofago per la crescita e sviluppo delle uova.
Quello che viene chiamato anche ormone della succhiata è presente nella zanzara fino a sei ore dell’avvenuta puntura e ritorna la voglia di sangue solo dopo la deposizione delle uova, nell’intervallo di tempo che trascorre tra il morso e la covata questi insetti non sono interessati ad attaccare gli esseri umani.
Un altro ormone nelle zanzare, il RYamide, è stato dimostrato che al suo aumento diminuisce l’NPF e viceversa, condizionando in questo modo la loro ricerca di sangue. Lo studio di questi ormoni può essere utili per la formulazione di repellenti per zanzare più efficaci contro questi ditteri.
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