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Tutto sulla zanzara anofele: pericoli, habitat e prevenzione

zanzara anofele

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puntura di zanzara anofele
Puntura di zanzara anofele

Quando si parla di zanzara anofele ci si riferisce a tutta una serie di varianti gemelle che sono ricondotte nel genere denominato scientificamente Anopheles di cui fanno parte diverse tipologie di insetti difficili da distinguere, soprattutto da adulte, ma che si possono riconoscere per differenze visibili nelle loro uova e nello stato larvale.

Infatti, sono otto le specie di zanzare anofele atroparvus, labranchiae, maculipennis, melanoon, messeae, sacharovi e subalpinus, tutte aventi un corpo di colore scuro caratterizzato da zampe lunghe, palpi sulle mascelle lunghi quanto la proboscide con spazzole ed un paio di ali con delle macchie. Questo insetto è il principale vettore della malaria, estinta in Italia, e del verme Dirofilaria immitis che causa la filariosi cardiopolmonare nei cani, nei gatti e raramente negli esseri umani.

Queste zanzare sono presenti più in campagna che in città, hanno discrete capacità di volo potendo coprire distanze di qualche kilometro, svolgono la loro attività prevalentemente di notte e preferiscono pungere gli animali che gli esseri umani, i maschi e le femmine adulte di questi ditteri si nutrono del nettare dei fiori.

La zanzara anofele che attacca l’uomo è la melanoon, in generale questi insetti pungono negli spazi chiusi, con la specie maculipennis che si adatta a vivere negli ambienti interni frequentati dalle persone, ma rimane con la preferenza zoofila tipica della maggioranza delle appartenenti a questo genere, che si installano principalmente in stalle, magazzini ed edifici in cui sono presenti mammiferi da attaccare. La nostra ditta di disinfestazione svolge interventi contro le zanzare presenti in Italia come Aedes albopictus, Aedes Aegypti, Aedes caspius, Aedes japonicus, la zanzara coreana, Culex pipiens e Culex modestus,

Il ciclo biologico della zanzara anofele

Il ciclo biologico della zanzara anofele si suddivide in quattro fasi: uova, larva, pupa, adulto, le prime tre in acqua, l’ultima volando via pronta per la riproduzione e l’inizio di uno nuovo, sviluppo che si può completare dopo una sola settimana se ci sono elevate temperature ed umidità. L’attività di queste zanzare inizia con il pasto di sangue delle femmine, principalmente da animali, e dopo pochi giorni vengono depositate una alla volta le uova, fino a duecento per generazione, galleggianti in acque chiare, fresche, pulite e quasi sempre all’ombra, a partire dai primi caldi primaverili.

La schiusa delle uova avviene dopo due o tre giorni oppure dopo tre settimane dalla loro deposizione, a seconda delle condizioni ambientali presenti dando vita a larve che sono differenti rispetto a quelle a cui siamo abituati osservando le appartenenti a questa specie: esse sono dotate di una placca, invece del classico sifone, che però mantiene la funzione di garantire ai piccoli di zanzara della malaria di respirare l’ossigeno dell’atmosfera, mettendoli in una posizione parallela e sul pelo dell’acqua,

Questa caratteristica differente, tipica delle zanzare anofele, fa sì che le loro larve per nutrirsi, ed affrontare le loro quattro mute prima di diventare pupe, debbano ruotare di centoottanta gradi la loro testa per poter prendere le sostanze di cibo che arrivano al loro apparato boccale, grazie ai vortici generati nell’acqua ed al filtro di spazzole di cui è dotato il loro apparato boccale.

Le larve di zanzara anofele sono lunghe qualche millimetro e, una volta diventate pupe sviluppano un corpo a forma curva con l’addome ed il torace fuso e due cornetti per respirare, rimanendo sul pelo dell’acqua senza mangiare fino al completamento della sua trasformazione in adulta, con testa, torace e addome ben distinti, che avviene dopo cinque giorni e pronti per la riproduzione, vivono al massimo un paio di settimane. Solo le femmine svernanti riescono a sopravvivere all’inverno e a ripresentarsi in primavera per ricominciare il ciclo biologico.

Zanzara anofele Italia

larve di zanzara anopheles
Larve di zanzara Anopheles

Nel 2022 è stato rinvenuto in Puglia un esemplare di Anopheles maculipennis che era vettore della malaria, ma l’analisi degli studiosi ha dimostrato che era un caso isolato e che non c’è un rischio di epidemia nel nostro territorio, ma il cambiamento climatico ha fatto sì che le Regioni del Sud possano avere il livello di temperature e l’habitat utile per il loro sviluppo. Le autorità mantengono le misure di controllo e prevenzione per evitare che questo scenario si realizzi.

Le zanzare anofele presenti in Italia sono quelle delle specie labranchiae, sacharovi e maculipennis che potenzialmente sono vettori della malaria, preferiscono vivere nelle zone in cui sono presenti grandi ristagni paludosi necessari per lo sviluppo delle loro larve grazie alla presenza dei microorganismi di cui si cibano.

Zanzara anofele come riconoscerla? La più diffusa in Italia è la maculipennis, riconoscibile per un corpo scuro che presenta fasce su torace di colore grigio e marrone, oltre alle ali con quattro macchie. Queste zanzare pungono raramente l’uomo e quando lo fanno producono pomfi pruriginosi, attirate dall’anidride carbonica emessa dal nostro corpo, sono gli esemplari femmina a farlo per avere il sangue necessario allo sviluppo delle loro uova.

Altre zanzare anofele presenti nel nostro Paese sono la atroparvus nella Pianura Padana in Lombardia e Veneto, la messeae nel Nord Italia, la subalpinus ed altre specie nominate in questo articolo hanno trovato residenza su tutto il nostro territorio, in particolare nelle Regioni meridionali.

Malattia trasmessa dalla zanzara anofele

La malattia trasmessa dalla zanzara anofele è la malaria trasmessa attraverso la puntura della femmina che inietta nelle sue vittime dei parassiti appartenenti alla specie dei plasmodi. Questo virus non è contagioso, ma può raramente essere passato in seguito ad un contatto ematico accidentale. Il vaccino esiste, ma ha una efficacia parziale, la sua diagnosi tempestiva per applicare una cura con la somministrazione di un antimalarico.

Questa malattia era presente fino agli anni Cinquanta del secolo scorso in Italia, ovvero fino a quando è stata debellata, ma può essere importata dai Paesi tropicali e sub tropicali in cui questa patologia è endemica a causa dei viaggi che svolgono turisti e migranti.  Infatti, questo virus provoca ancora diversi decessi in Africa, mentre nel sud-est asiatico, nell’Asia centrale, nel Medio Oriente, in America del Sud e centrale, questa malattia rimane un pericolo per i Paesi in via di sviluppo mentre si sta attenuando in quelli più ricchi.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha contribuito a diminuire l’incidenza e la diffusione della malaria nel pianeta grazie alle sue attività di prevenzione e controllo, facendo attenzione anche ai casi di importazione nei territori in cui non è endemica.

La malaria può essere riconosciuta per l’avvertimento di sintomi quali febbre molto alta, mal di testa, vomito, diarrea, brividi e sudorazione che compaiono dopo una o due settimana dalla puntura delle zanzare anofele infette. Nella fase iniziale, essa è molto simile all’influenza e la patologia si sviluppa grazie alla capacità dei parassiti inoculati di distruggere i globuli rossi nel sangue, portando ad anemia.

Inoltre, esiste anche la malaria cerebrale che attacca i capillari del cervello, ma questa patologia può colpire altri organi del corpo umano come reni, fegato e milza, provocando ostruzioni che possono causare gravi danni. Il parassita falciparum può portare anche alla morte del soggetto colpito o ad una grave invalidità, mentre il vivax può essere silente nel fegato per mesi e far insorgere delle recidive della malattia, così come il malariae che si attiva quando il sistema immunitario abbassa le sue difese.

Come combattere la zanzara Anopheles

anopheles maculipennis
Anopheles maculipennis

Le zanzare anofele in Italia non sono portatrici del virus della malaria ma, per evitare di contrarlo, le persone che devono viaggiare in Paesi a rischio possono sottoporsi ad un trattamento di chemioprofilassi per non permettere ai parassiti di infettare i soggetti sani. Questa profilassi non è uguale per tutti, dipende dallo Stato di destinazione, dal tipo di viaggio e dal tempo di permanenza.

Per i bambini che non hanno compiuto cinque anni e le donne incinte che si devono recare in un territorio in cui la malaria è endemica si consiglia di effettuare un trattamento mirato e preventivo riconosciuto nella terapia preventiva intermittente (IPT).

Invece, per diminuire la presenza di zanzare anofele rimangono validi i soliti consigli per proteggersi da questi tipi di ditteri come l’utilizzo di repellenti per zanzare a base di DEET o naturali, l’eliminazione di ristagni d’acqua e la copertura di contenitori che raccolgono la pioggia, l’installazione di zanzariere, trappole elettriche, ovitrappole, dissuasori e impianti antizanzare, il posizionamento di bat box, casette per uccelli e pesci rossi nelle vasche e fontane da giardino.

In caso di infestazioni di zanzara anofele, i Comuni negli spazi pubblici e le ditte specializzate i quelli privati possono affrontare il problema con interventi contro larve e adulti. Infatti, chiamando il nostro numero o scrivendoci una email potrai ricevere il nostro team formato da professionisti esperti e certificati che effettueranno, dopo un sopralluogo gratuito, la disinfestazione zanzare nella tua proprietà per abbattere la presenza di focolai con prodotti larvicidi a base di Bacillus thuringiensis israelensis (Dti), e degli adulti con i principi attivi Diflubenzuron, S-Metoprene o Pyriproxyfen. Successivamente, offriamo un servizio post-monitoraggio per verificare l’efficacia dell’intervento eseguito e ti daremo dei consigli utili per evitare il ritorno di questi insetti. Non esitare a contattarci per richiedere un preventivo gratuito e prenotare la disinfestazione zanzare con i nostri esperti ti libererai facilmente di questi ditteri e dal rischio di punture e trasmissione di virus che veicolano tramite i loro morsi su essere umani ed altri animali.